Qualcuno forse ha visto questo grafico: misura la quota di mercato delle auto elettrificate rispetto al totale delle immatricolazioni.

Non tutti però si sono accorti che la curva è ottimamente approssimabile (anzi, è persino leggermente più ripida) con una curva esponenziale,

e che proiettando questa esponenziale di qualche anno in avanti si ottiene…. questo!

Ovvero, estrapolando la serie storica, il 100% delle immatricolazioni elettrificato arriva ben prima del tanto discusso divieto di vendita europeo. Quale sarà la maggiore conseguenza?
Beh, ce lo dicono i ricercatori di RMI, Systems Change Lab ed EEIST che poche settimane fa hanno pubblicato studi secondo i quali una quota di mercato superiore ai 2/3 mette a rischio la metà del fatturato dei petrolieri !
Del resto lo sapevamo già: di tutti gli usi dell’energia primaria, il motore a scoppio è ampiamente il meno efficiente: se in generale buttiamo via 2/3 dell’energia che usiamo (nel grafico sono le tracce grigio chiaro), il motore a scoppio porta la quota di spreco all’80% e visto che la maggioranza dell’energia primaria è di origine fossile, ridurre questo spreco in modo significativo abbatte la quantità di combustibili fossili di cui il mondo ha bisogno.

Capito ora perché i petrolieri hanno gettato la maschera e stanno attaccando auto elettrica e transizione energetica con qualsiasi mezzo, spingendo sull’acceleratore della propaganda?
Stanno lottando per sopravvivere!
E non hanno nemmeno tanto tempo: la IEA ha calcolato che ormai ci troviamo in prossimità del Peak Year, cioè l’anno in cui il consumo di petrolio avrà raggiunto il suo massimo e da lì…è solo discesa!
