Sono veramente “Emissioni zero” ?

Ogni tanto capita di incrociare affermazioni come

Le auto elettriche emettono zero GHG

oppure

Una auto elettrica alimentata dall’energia prodotta dai miei pannelli fotovoltaici emette zero GHG

Si tratta – in entrambi i casi, di affermazioni inesatte; la prima è stata commentata così tante volte da meritarsi semplicemente un rimando allo studio ICCT che esamina le emissioni legate all’intero ciclo di vita dell’auto. La sue conclusioni sono inequivocabili:

  1. ad oggi una auto elettrica in Europa emette meno della metà dei GHG emessi da una auto ICE; il divario aumenta se esamino i paesi (come la Francia) dove il kWh ha una bassissima intensità carbonica o diminuisce se esamino paesi (come la Polonia) dove il carbone è ancora molto importante
  2. la tendenza è comunque al miglioramento, considerato che tutte le utility al mondo hanno annunciato aggressivi piani di decarbonizzazione progressiva.

La seconda affermazione però ha ricevuto meno attenzione, e forse vale la pena di essere discussa.

La produzione di pannelli fotovoltaici provoca l’emissione di gas serra, come quasi tutte le attività umane, sia per gli elevati consumi di energia (si veda il paragrafo precedente) sia per le attività di estrazione e raffinazione delle materie prime.

L’argomento è stato studiato (seppure non con la frequenza delle emissioni da trasporti) e linkiamo qui un buon articolo (ancorché non recentissimo) apparso in proposito su CarbonBrief; per i non-anglofoni, le conclusioni sono ben riassunte da questo grafico che raffigura il rapporto tra energia necessaria alla costruzione di un impianto generatore e alla sua alimentazione ed energia generata nella sua vita utile, che talvolta viene chiamata “embodied energy” o energia incorporata.

In pratica, costruire ed alimentare una centrale a carbone “costa” circa l’8% (valore mediano) dell’energia che produrrà, mentre per un impianto idroelettrico lo stesso valore supera il 20%.

Il grafico mostra bene che l’energia incorporata di un impianto fotovoltaico, ancorché bassa, non è affatto nulla, attestandosi su un valore che è quasi la metà di quella di un impianto a carbone.

Traducendo il tutto in gCO2 equivalenti per kWh generato si ottiene un grafico un po’ più complicato da leggere:

Da questo vediamo che il “costo” in CO2eq di 1 kWh generato in un impianto a carbone con CCS è in realtà solo di poco superiore a quello del kWh generato a gas e circa 4 volte quello del kWh idroelettrico.

Il nucleare resta in assoluto il kWh dal costo in gas serra minore, ma vento e sole si difendono molto bene, con 10 e 7 gCO2eq / kWh rispettivamente.

Sarà interessante vedere le evoluzioni del BECCS, che prevede il sequestering dell’anidride carbonica in formazioni geologiche per circa mille anni, l’unica forma che ha il potenziale di arrivare allo zero totale ed anche meno anche se fino ad oggi ha il non trascurabile difetto di costare quasi dieci volte di più del normale CCS.


NOTE:

  • GHG = Greenhouse Gas
  • LULUC = Land Usage / Land Usage Change (in italiano consumo del territorio)
  • CCS = Carbon Capture and Storage (sistemi avanzati di intercettazione delle emissioni carboniche)
  • BECCS = Bioenergy with Carbon Capture and Storage (tecnologie che combinano la produzione di bioenergia con sistemi avanzati di sequestering, portando potenzialmente in negativo il bilancio netto di emissioni)

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