…è che te li trascini dietro.
In effetti io non posso lamentarmi: i troll che mi perseguitano sono meno di una ventina: ne ho un elenco (accuratamente messo in quarantena) che ignoro con grande soddisfazione, soprattutto pensando a quanto ciò li faccia rosicare.
Però te li trovi sempre tra gli zebedei, perché sono quelli che gli anglosassoni definiscono attention whores (termine non troppo signorile che dunque non tradurrò) e talvolta i loro commenti, per quanto aggressivi e sgraziati, possono indurre in errore un lettore.
Forse qualcuno si è accorto che ogni mese pubblico brevi commenti sull’andamento del mercato automotive in Italia ed in Europa, commentando la pubblicazione di dati da fonti che ritengo attendibili come UNRAE (per i dati italiani) e ACEA (per i dati europei). Come tutte le fonti di questo tipo, ovviamente queste associazioni pubblicano molti dati, e sta al lettore studiarli per ricavarne conclusioni ed analizzare le tendenze maggiormente interessanti. E’ questo lo scopo dei miei brevi commenti che cerco di mantenere quanto più fattuali possibile.
Dunque dal 2021 (data di inizio della pubblicazione dei dati ACEA) raccolgo i dati mensili in una tabella prelevandoli dai comunicati stampa mensili, e grazie a questo dataset, posso fare tutti i calcoli che voglio.
Il casus belli
Ecco il testo del post odierno su LinkedIn:

Tre righe accompagnate da due grafici (che commento in coda) per sottolineare che le tendenze in atto da diversi mesi si confermano anche nel mese di luglio: le auto a combustione interna (ICE) continuano il loro lieve calo, mentre quelle elettriche (BEV) la loro altrettanto lieve crescita. Sono numeri, c’è davvero poco da discutere, ma questo non ferma i troll: alcuni non contribuiscono altro che insulti (basta ignorarli), ma altri insinuano il dubbio che i dati siano errati, e questo non può essere ignorato.

Questo “signore”, in quarantena da anni, non è nuovo ad attacchi personali che mi sono stati sempre incomprensibili, ma è forse necessario che la mia metodologia di analisi venga messa nero su bianco una volta per tutte, non tanto per zittirlo (impossibile, temo) ma affinché chi legge possa confrontare le mie argomentazione con i suoi commenti sputacchianti, decidendo in autonomia a chi dare ascolto.
Metodologia di analisi
Come sa anche il più inesperto degli analisti, fare emergere delle linee di tendenza chiare da una tabella con un mare di dati richiede la definizione di una metodologia di analisi le cui scelte vanno motivate in modo che chi legge i risultati possa capire su quali basi siano stati calcolati.
Queste sono state le mie scelte principali:
1°: area geografica – i dati vengono rilevati Paese per Paese, e dunque quando si esaminano i dati sovranazionali è necessario decidere quali dati sommare per fare confronti omogenei. Io da sempre ritengo che il livello sovranazionale significativo sia quello dell’Europa geografica, comprendente i 27 Paesi della UE, la Gran Bretagna e i 4 Paesi dell’EFTA (Norvegia, Svizzera, Islanda e Lussemburgo) in quanto corrispondono ad un’area caratterizzata da barriere al commercio molto basse che dunque può essere considerata un tutt’uno.
2°: raggruppamenti – ho scelto di dividere le auto in due sole categorie: quelle che hanno un motore a scoppio (ICE) e quelle che non ce l’hanno (BEV). È dunque ovvio che nel primo gruppo sono comprese anche tutte le forme di ibride.
3°: destagionalizzazione – i dati vengono rilevati mese per mese, ma trovo che l’oscillazione del singolo mese (che può dipendere dal lancio di un nuovo modello, o dall’entrata in vigore o chiusura di programmi di incentivo) per non parlare della stagionalità naturale del mercato, mascherino troppo le tendenze di lungo periodo e dunque preferisco destagionalizzare, sommando i dati dei 12 mesi precedenti. A mo’ di esempio, si consideri questo grafico: la linea rosa sottile rappresenta il tasso di crescita delle immatricolazioni mese per mese, mentre la linea rosa scuro più spessa rappresenta il valore destagionalizzato, cioè una volta rimosso il rumore di fondo: è evidente che i grafici aritmeticamente rappresentino la stessa realtà, ma la linea più spessa evidenzia in modo molto più efficace la tendenza in atto.

I grafici del post
Con queste (lunghe) premesse, vediamo ora i grafici che accompagnavano il post che ha scatenato le ire degli amici troll:

Come si vede, tutte le scelte metodologiche sono chiaramente indicate nei titoli: si può condividerle o meno, ma non sono certo nascoste. Inoltre, si vede bene che scomponendo la curva di crescita destagionalizzata (quella rosa scuro della prima illustrazione) nelle due componenti ICE e BEV si mette in luce un andamento molto diverso delle due componenti: dalla curva aggregata (rosa), infatti, potrebbe sembrare che le immatricolazioni auto si siano assestando su crescita zero, nascondendo il fatto che la crescita negativa sulle ICE (rossa) è negativa, e viene compensata dalla crescita positiva delle BEV (blu) creando l’illusione.
Infine, per la tranquillità di chi dubitava, è sempre da questa tabella che viene anche il dato del 17,27% di quota BEV sul totale calcolato, com’è a mio parere corretto fare, sui totali dei 12 mesi precedenti.

Conclusioni
Non ce ne sono, purtroppo: i troll resteranno ad infestare i social con le loro invettive, ma almeno possiamo essere sicuri che – checché ne dicano loro – i numeri sono quelli.
