Mercato energetico in Italia: Gen 2020

Ogni tanto mi sembra utile approfondire la lettura della ricchissima newsletter mensile preparata dal GME detto anche la “borsa elettrica” ovvero la società titolare della piattaforma telematica ove avvengono gli scambi in materia energetica.

Si tratta di una lettura un po’ tecnica ma anche chi non comprende tutto (e io sono tra quelli) trova spunti e dati molto interessanti. Trattandosi di una pubblicazione gratuita, consiglio a tutti l’abbonamento (qui il link al numero di Gennaio 2020) e di fare lo sforzo di leggerla una volta al mese.

Questo mese mi pare che sia particolarmente ricco di informazioni da tenere da conto:

Il mercato continua ad essere favorevole ai consumatori

Il PUN (prezzo unico nazionale) dell’energia elettrica interrompe la sua ormai lenta curva discendente congiunturale salendo a circa €47/MWh (dopo i 43/MWh di dicembre) ma siamo su livelli più bassi di oltre venti euro rispetto a gennaio dell’anno scorso: buona notizia per imprese e consumatori che hanno visto prezzi al kWh molto stabili e addirittura in leggera contrazione.

Di riflesso, una buona notizia anche per chi guida elettrico, immune dalle oscillazioni che hanno afflitto il greggio (ed immediatamente riflesse nel prezzo del litro alla pompa): l’energia elettrica ovviamente viene influenzata dal prezzo di petrolio e gas, ma in misura molto più indiretta e mediata: a mo’ di confronto, questo l’andamento del prezzo del petrolio WTI nello stesso periodo:

Continua la lunga marcia verso le FER

I mesi invernali non sono tradizionalmente i migliori per le FER, ma gennaio ha segnato un progresso di quasi un punto sulla quota rinnovabili, attestatasi poco oltre il 31%; continua il rapido declino del carbone, ormai sotto il 3%, e le buone performances in termine di FER del nostro Sud e del Centro Italia, mentre la stagione sfavorevole ha penalizzato in tal senso i consumi del Nord (che però sono i maggiori).

Come sappiamo, l’Italia è tra i paesi virtuosi che ha raggiunto e superato gli obiettivi UE in termini di quota FER e dunque risulta assai credibile quando illustra nel PNIEC i propri obiettivi per gli anni a venire:

Come si vede dal grafico, i consumi di energia elettrica sono previsti rimanere praticamente costanti (circa 30 MTeP equivalenti a 340 TWh) ma la quota di FER potrebbe superare il 50% del totale già prima della fine di questo decennio, con buona pace delle ottuse critiche che vengono levate verso la Mobilità Elettrica che non farebbe altro che “spostare l’inquinamento” !

In conclusione – e forse un po’ sorprendentemente – il sistema elettrico Italiano si dimostra tra i più competenti al mondo nell’affrontare ed anzi anticipare la transizione verso consumi energetici e stili di vita più sostenibili: di questo non si può far altro che rendere merito alla competenza tecnica e alla lungimiranza strategica delle imprese pubbliche e private del settore e dei manager che le guidano, oggi come in passato.


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