Immatricolazioni Ottobre 2021

La ritirata si sta trasformando in una rotta disordinata: se questa fosse una campagna militare, sarebbe questo il linguaggio da utilizzare. La contrazione delle vendite nelle motorizzazioni fossili sta assumendo contorni apocalitticiIn un mercato che comunque flette di quasi il 30% rispetto al pre-Covid, benzina, gasolio e metano lasciano sul terreno più del doppio riducendo le immatricolazioni di due terzi.

Si sta insomma avverando la (facile) previsione che facemmo qualche mese fa, e cioè:

Quanto ci vorrà perché il consumatore inizi a domandarsi quanto varrà la sua ipotetica auto a combustibile fossile quando andrà a rivenderla?

Ebbene, il consumatore questa domanda se la sta facendo e, nonostante la martellante campagna dissuasiva fatta di notizie tendenziose (e qualche volta proprio false) si sta dando la risposta che meno piace agli strenui difensori asserragliati nel fortino negazionista.

Ancora una volta sembra chiaro che il mercato sia strozzato dal collo di bottiglia della produzione e, cinicamente, bisognerebbe valutare con occhio molto critico TUTTE le misure di stimolo che non fanno che spostare da un mese all’altro una domanda più che effervescente. Ma queste sono raccomandazioni che nessuno potrà mai ascoltare.

Risulta interessante visualizzare l’accelerazione di questo allontanamento in forma grafica, a beneficio dei pochi ostinati che, anche di fronte all’evidenza dei numeri continuano a sostenere che “le elettriche non le vuol nessuno”:

Chi la vuol capire….

Il tendenziale delle immatricolazioni punta ancora decisamente verso le 80.000 unità, ma io resto dell’idea che un totale ragionevole per il 2021 non superi le 72.000, visto anche il decadimento degli incentivi.

Tra i gruppi automobilistici, registriamo una poderosa impennata di Renault, grazie al successo della Dacia Spring, che in soli 5 mesi insidia ormai molto da vicino (4.271 le immatricolazioni in quest’anno) il terzo posto di Tesla Model3 (4.514) che segue Smart (5.178) e la regina del mercato 500e (8.885).

Si allontana per il gruppo francese l’ipotesi di un clamoroso “sorpasso” in termini di Parco circolante, ma Renault e Stellantis sono gli unici due gruppi a guadagnare quote di mercato, a spese di tutti gli altri, comprese la deludente (a mio parere) Volkswagen.

La fonte, come sempre, sono i dati diffusi da UNRAE.


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