Piove, Governo ladro !

Ponte del 2 giugno, i carburanti aumentano!

Lo so anch’io che non vado da nessuna parte (e che se ci andassi, non comprerei carburanti) perché oggi i social sono una fioritura di fotografie prese al distributore da gente furibonda perché il prezzo del carburante, magicamente, è cresciuto di qualche centesimo proprio alla vigilia di consumi particolarmente elevati.

Mi dispiace per voi che marciate ancora bruciando fossili, ma maledire il Governo che non fa nulla per fermare i petrolieri serve a pochino; mi dà però l’occasione per suggerirvi ancora una volta di prendere in considerazione il passaggio alla mobilità elettrica:

Quelli che vedete qui sopra sono i dati reali (ovviamente il 2022 è stimato fino alla fine dell’anno) che confrontano quanto ho speso per percorrere in elettrico (barra arancione) i tanti km che percorro ogni anno (se si eccettuano i due anni Covid, infatti, la mia percorrenza annuale oscilla tra 50 e 60.000 km) confrontandolo con quanto avrei speso continuando con la mia venerabile vettura a gasolio (barra grigia).

Chi può, deve.

L’amico Camillo Piazza usa sempre questo slogan per dire che almeno chi si trova nelle condizioni ideali, non dovrebbe esitare a fare il passaggio.

E quali sono le condizioni ideali? Beh, sostanzialmente una sola e cioè la possibilità di caricare a casa propria, di notte. Questa migliora moltissimo il bilancio economico e toglie quasi completamente la seccatura di doversi fermare a fare un rifornimento che giocoforza è più lungo e macchinoso. Tanto per dare un’idea, per percorrere i 120.000km che ho fatto finora in elettrico, ho avuto bisogno solo di 53 rifornimenti fuori casa, uno ogni 3 settimane, e di questi 15 sono dovuti ai lunghi viaggi delle vacanze estive.

Certo, dato che il beneficio è proporzionale alla percorrenza, chi fa molti kilometri ha anche il vantaggio di poter recuperare il maggior costo iniziale più rapidamente grazie agli importanti risparmi sul carburante. Questo maggior costo è anche in buona parte ammortizzabile grazie a forme di acquisto più articolate come ad esempio il noleggio a lungo termine: grazie a minori costi di manutenzione e miglior valore dell’usato, infatti, il canone di un contratto NLT per una vettura elettrica è molto più vicino a quello dell’equivalente termica di quanto i listini potrebbero far pensare.

Ma torniamo alla carica domestica: quanti sono gli italiani che potrebbero organizzarsi in tal senso? Ci risponde l’Eurostat, dai cui dati risulta che la proporzione di chi nel nostro paese vive in una “detached house” è pari circa al 24,6%.

E’ un valore ben al di sotto della media europea (34,3%), ma si tratta pur sempre di 15 milioni di persone che, visto che la densità di automobili in circolazione nello Stivale è di circa 0.65 vetture a testa, guidano quasi 10 milioni di vetture. Anzi, visto che chi vive in villetta usa l’auto più di chi vive in città (io ne sono la prova vivente) probabilmente anche qualcuna di più.

Se ognuna di queste vetture venisse usata per dieci anni, questo vorrebbe dire quasi un milione di nuove immatricolazioni da parte di persone che hanno lo scenario ideale per passare all’auto elettrica. Due terzi del mercato !

Qualcuno di costoro avrà sicuramente ottime ragioni per non voler fare il passaggio (che rispetto, perché sia chiaro che NESSUNO DEVE ESSERE OBBLIGATO) ma io credo che moltissimi semplicemente non sappiano che passando all’elettrico si risparmia e credano che sia una decisione da prendere su base solo ideologica.

Ecco, a tutti costoro io vorrei dire di guardare al portafoglio perché, come direbbe Gordon Gekko, l’avidità è l’essenza dello spirito evolutivo!


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