La trappola dell’iperbole

Chiunque abbia operato in un settore dalle grandi prospettive conosce benissimo la Trappola dell’Iperbole. Per quanto mi riguarda ci sono già passato ben due volte: negli anni ’80 quando l’informatica divenne da centralizzata, distribuita e alla fine del Millennio con l’esplosione della cosiddetta “dot.com Economy”.

I tratti sono sempre gli stessi: ciò che nasce come innovazione concepita in un laboratorio da tecnici ed ingegneri diventa preda del marketing, che la rende comprensibile ai non addetti ai lavori (azione meritoria) ma nel contempo scatena una rincorsa all’annuncio senza sostanza (in inglese CFA, Content-Free Announcement contrapposti ai CRA, Content-Rich Announcement) che serve a molti scopi:

  • depotenzia un CRA fatto da un concorrente
  • porta il marchio dell’azienda che emette il CFA sulle stesse pagine (carta o web)
  • colma un eventuale ritardo nello sviluppo prodotti rispetto alla concorrenza

La stampa specializzata, per sua natura dotata di conoscenza meno approfondita di una tematica di frontiera, tende a prender per buoni anche i CFA (soprattutto se ben confezionati); col passare del tempo ovviamente i giornalisti acquisiscono maggiore dimestichezza col tema e riescono ad operare un filtro più efficace, un’azione utilissima che però richiede tempo e, con lo stato di crisi in cui versa gran parte dell’editoria, può essere considerato un lusso da tagliare. Il rischio nel giocare a “chi la spara più grossa” è che il consumatore, confuso dal frastuono, si convinca che si tratta solo di chiacchiere e rivolga altrove la sua attenzione.

La Mobilità Sostenibile rischia di cadere nella stessa trappola: il dato concreto visto in questi giorni è che le immatricolazioni elettriche a gennaio 2017 sono cresciute in Italia del 111% rispetto al 2016, ancor più velocemente che nel resto d’Europa (immatricolazioni 2017 rispetto al 2016: +69%) soprattutto quando si considera il fatto che in Italia (contrariamente a molti altri mercati) non è in vigore alcun incentivo statale all’acquisto. Siamo sempre su una base di numeri minuscoli, certo, ma tassi di crescita così stratosferici creano aspettative altrettanto stratosferiche, creando un incentivo alle imprese per CFA come questo di Airbus, che il giornalista riprende aggiungendo un titolo che la dice lunga sul grado di affidabilità che a suo parere questo annuncio merita:

Airbus giura che il suo combinato auto/drone è un’idea seria. Davvero.

Oppure unirsi al coro delle case automobilistiche, giovani o vecchie, che non lasciano passare giorno senza far filtrare rendering di auto che in grandissima parte non vedremo mai.

Ciò detto, proviamo a fare un elenco (completamente arbitrario) delle priorità concrete per la Mobilità Elettrica:

  1. riduzione del costo per kWh delle batterie
  2. standardizzazione delle connessioni per la ricarica
  3. armonizzazione europea dei regimi fiscali e degli incentivi
  4. inasprimento delle barriere all’ingresso dei veicoli endotermici nei centri cittadini
  5. arricchimento della gamma, soprattutto nelle classi medie e nei furgoni
  6. sviluppo ed industrializzazione della tecnologia delle batterie successiva a Li-Ion

Questi sì che sarebbero altrettanti CRA. Manca qualcosa?


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