Diamo i numeri (6): la grande scommessa

Non passa giorno senza che esca un nuovo report sul mondo dell’auto elettrica prodotto da importanti analisti.

Di solito questi report si dividono in due categorie (a voler pensare male si potrebbe ipotizzare che la lista degli sponsor abbia qualcosa a che vedere con la categoria in cui si colloca il prodotto finale):

  1. “Nonostante le aspettative, l’auto elettrica ancora non decolla”
  2. “Tra pochi anni ci saranno solo auto elettriche”

Nella categoria 2 iscriviamo oggi il report pubblicato recentemente da RethinkX:

Rethinking Transportation 2020-2030: The Disruption of Transportation and the Collapse of the ICE Vehicle and Oil Industries

Ahimé, i numeri hanno il brutto vizio di essere, per l’appunto, numeri. Se volessimo trasferire all’Italia le previsioni contenute nel report (che non si discostano gran che da quelle dell’indagine di Alix Partners di qualche settimana fa) otterremmo questa (curva rossa) curva ad S:

curva a S.png

Come si può ben vedere dalla curva azzurra, questa previsione è già alquanto ottimistica in quanto passa dal 30% di crescita di immatricolazioni elettriche 2017 (dato reale) al 100% del 2018, 90% del 2019 per poi scendere.

Se poi rapportiamo il parco elettrico al parco totale (curva viola) vediamo che anche nel 2030 con queste ipotesi così aggressive non si va oltre il 4%.

Insomma, piaccia o meno, l’inerzia di un mercato immenso come quello automobilistico è, per l’appunto, immensa.

Ecco che allora il ricercatore di turno, rendendosi conto che non è possibile giustificare una ipotesi di tassi di crescita ancor più alti, invoca una misteriosa “disruption” ovvero un avvenimento esterno al mondo dell’automobile che – in modo imprevedibile – rovescerà il tavolo.

E’ questo il ruolo della self-driving car (o SDC), il “deus ex machina” che creerà una discontinuità così inconcepibile che è inutile starsi a fare troppe domande razionali. Uno stravolgimento così completo e totale che nessuno lo può prevedere o spiegare. Curve a S ripide? Guarda quella dei tablet, guarda quella degli smartphone:

S-curves.jpg

Ma attenzione: NESSUNO dei fenomeni rappresentato dalle varie curve riguardava un bene semi-durevole dal costo elevato come l’automobile, e in effetti le (altre) curve di adozione storiche sono un po’ diverse:

non S curves.jpg

Ebbene, per i miei primi quarant’anni di vita lavorativa mi sono occupato di informatica e della comunicazione ad essa legata.

Non ce n’è stato uno, di questi quarant’anni, nel quale l’Intelligenza Artificiale non stesse per esplodere; giuro, nemmeno uno.

Ultimamente ho collaborato per diversi anni con una start-up che, a Monaco di Baviera, realizza progetti di sistemi cognitivi utilizzando tecniche che fanno parte del mondo variegato dell’Intelligenza Artificiale e ho chiesto al CEO di quell’azienda quanto a suo parere sia lontana una vera SDC così come raffigurata dalla stampa generalista. La sua risposta è stata:

“Almeno 10 anni” !

Eh già, perché chi si intende di software sa bene che immensa differenza ci sia tra “un prototipo in grado di fare alcune delle cose che fa una SDC” e “una Full AI a cui affidare la vita dei passeggeri”.

Dunque stiamo con i piedi per terra: la transizione ci sarà di sicuro, ma la scala dei tempi è più misurata in decenni che non in mesi, e per molto tempo della guida autonoma vedremo sprazzi, in pratica versioni più avanzate delle funzioni di Lane Assist, Self Park o Autobrake che abbiamo già oggi.

Il realismo contro l’iperbole.


5 risposte a "Diamo i numeri (6): la grande scommessa"

  1. La Tesla non è già un buon prototipo di SDC? Perché dal mio punto di vista il vero elemento scardinatore è se un domani ci saranno corsie e autostrade riservate a veicoli guidati da AI. Da non informatico (quindi chiedo venia per il parere non tecnico), mi pare di percepire uno scenario molto differente (e livelli di complessità differenti) se i veicoli guidati da sistemi 100% AI debbano muoversi insieme ad altri veicoli guidati dall’uomo oppure no. In altre parole: se ci fossero solo Tesla in giro, sarebbe possibile avere “zone” di SDC in un tempo di gran lunga inferiore ai 10 anni senza rischi? Cosa ne pensa?

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    1. Nell’informatica – ma in tutta la tecnologia – è sempre questione di “domini”: un certo programma o dispositivo può funzionare perfettamente entro un certo dominio di condizioni (di solito descritto da valori limite assegnati a parametri) e fallire miseramente appena ne esce. Penso che la sua affermazione sia corretta, ma la condizione “solo Tesla” non è concretamente realizzabile proprio per l’immensa inerzia del mercato automobilistico: nemmeno mi avventuro a fare una previsione su quando saranno in circolazione SOLO veicoli elettrici: abbiamo ancora in giro fior di Euro 0….

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