New Kids on the Block

Un paio di giorni fa, Carlo Cavicchi dalle pagine di Quattroruote ci ha raccontato cosa sta succedendo nel nuovo Show automobilistico internazionale di Hong Kong che, in effetti, non sarà poi molto diverso dagli altri Motor Show del mondo (auto spettacolose e ragazze mozzafiato) ma per darcene la sensazione usa questa immagine e queste parole:

dal commento di Carlo Cavicchi: “[…] erano in bella mostra tre prestigiosi prototipi elettrici: la Sybilla GG 80 di Giugiaro, la H2 Speed di Pininfarina e la Dianché BSS GT One della Bertone

A parte i nomi un po’ improbabili appioppati alle auto, nessuno dei tre marchi è certo sconosciuto nel settore: alle loro matite si devono non solo fuoriserie e auto sportive, ma anche veri e propri mostri sacri dell’automobilismo di massa come la prima Golf.

La novità non sta nei nomi, ma semmai nel ruolo che rivestono: se in passato le grandi Case Automobilistiche si affidavano a questi designer per dare un corpo a nuovi telai, motori e trasmissioni, ora gli stessi designer stanno cominciando a produrre tutta l’auto vera e propria.

Da una filiera industriale centrata sul powertrain rivestito di una bella carrozza, si sta passando ad una bella carrozza entro cui sono collocati elementi di un powertrain elettrico prodotto da anonimi terzisti.

E’ un mutar di prospettiva non di poco conto, cui abbiamo fatto cenno quando abbiamo introdotto il concetto di ADX: cadono le barriere all’ingresso e si mettono le basi per una polverizzazione della produzione automobilistica alla ricerca del nuovo linguaggio comunicativo che aiuterà a vendere automobili nel ventunesimo secolo.

Non solo cinesi, dunque, anche se è chiaro che le imprese automobilistiche di quel paese, finora in difficoltà nel penetrare i sofisticati mercati europeo ed americano vedano nella transizione all’elettrico un vero e proprio cavallo di Troia; ma oltre ai cinesi si spalanca la porta a produzioni di piccola scala che erediteranno da anonimi produttori di motori elettrici e batterie le economie di scala manifatturiere.

E sarà anche il trionfo del design, non più costipato da masse importanti che non possono essere che collocate in poche posizioni diverse per inflessibili ragioni di equilibri dinamici: un motore elettrico anche molto potente pesa poche decine di kilogrammi e può essere collocato un po’ dappertutto, persino dentro le ruote.

Insomma, basta un’occhiata alla piattaforma MEB di Volkswagen per rendersi conto che su di essa potremo vedere creature anche molto diverse da quelle a cui oggi siamo abituati.

La piattaforma MEB di Volkswagen


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