Un pessimo articolo

In epoca di “fake news” non dobbiamo dimenticarci mai che questa fattispecie che tanti problemi crea al dialogo politico odierno NON È stata inventata dalla propaganda dei giorni nostri.

Un amico mi passa un ritaglio che m’era sfuggito, nonostante sia piuttosto importante (occupa circa un quarto della pagina), firmato da Paolo Artemi pubblicato il 27 maggio sul “Corriere della Sera” .


dal “Corriere della Sera”, 27 maggio 2019, pag. 61

L’articolo canta lodi sperticate del nuovo motore Audi: consumi infinitesimi, prestazioni colossali, con un’adeguata spruzzata di parole gergali che fanno sempre buona impressione.

Nulla di straordinario: ogni giorno gli uffici stampa delle Case Automobilistiche generano dozzine di pezzi come questo, proponendoli alle varie redazioni che poi decidono se metterli in pagina.

La cosa che colpisce di questa particolare velina è l’ardimento con cui l’ufficio stampa Audi arriva a sostenere che:

“l’aria che esce dallo scarico è più pulita di quella che entra”

Forse intende dire “…di quella che entra nello scarico”? (*) Non lo sapremo mai, ma la frase è ambigua e può essere interpretata come “…di quella che entra nel motore”.

Il bravo giornalista riceve la suddetta velina che contiene questa affermazione e, anziché chiarire l’ambiguità o fare qualche verifica passa il pezzo così com’è. Ovviamente l’affermazione è talmente fragorosa che, anche se rappresenta tre righe su cento, il titolista ci fa il titolo, e la frittata è completa: una affermazione grottesca che non stonerebbe in un convegno sul moto perpetuo o sulla terra piatta, diventa LA notizia lanciata dal primo quotidiano nazionale:

Audi: “Il nostro nuovo Diesel pulisce l’aria”

Ad Audi dunque chiediamo di metterci a disposizione i dati scientifici che dimostrano questa innovazione straordinaria, raccomandando caldamente di candidare l’ing. Danilo Rossi al premio Nobel.

Fino a che tutto ciò non avviene però, ci sembra che questo sia solo una gravissimo scivolone mediatico, partito da Audi e finito sulla scrivania del titolista del Corsera.

Io alla buonafede di tutti coloro che hanno collaborato a questa frittata ci credo, ma mi domando se non dobbiamo TUTTI cominciare a prendere un po’ più sul serio la deontologia delle professioni da cui – dopo vent’anni di onorato servizio – mi sono allontanato esattamente per questa ragione.

Ogni volta che abusiamo della buona fede del lettore (il cliente ultimo e unico della comunicazione) semplicemente perché possiamo farlo, piantiamo un altro chiodo nella bara dell’informazione, lasciando che venga nuovamente stuprata dai propagandisti senza scrupoli.


(*) Questo è vero sia per questo motore che per qualsiasi altro motore oggi in commercio, visto che l’obiettivo dello scarico è proprio quello di sequestrare una parte delle particelle dannose.


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