À la guerre comme à la guerre

Recentemente Jim Farley, il CEO di Ford, ha rilasciato un’intervista piuttosto sanguigna alla Associated Press, nella quale spiega perché Ford ha presentato la versione elettrica del suo F-150, il pick-up più venduto in America ormai da diversi anni.

Tutta la blogosfera del mondo automotive ha ripreso le sue dichiarazioni, soprattutto quella in cui sostiene che

Il Ford F-150 potrebbe fare esplodere la domanda per TUTTE le EV

Sicuramente un prodotto con specifiche come il Lightning che al netto dell’incentivo federale potrebbe costare addirittura qualcosa meno della versione endotermica ha tutte le carte in regola per avere un successo straordinario. E altrettanto sicuramente le scelte di Ford sono coraggiose, forse più di quelle fatte da qualsiasi altro costruttore.

Dopo aver appiccicato l’etichetta “Mustang” su un prodotto completamente nuovo come Mach-E ora presenta la versione elettrica del suo prodotto più popolare del quale vende oltre 1,1 milioni di esemplari l’anno, un prodotto nel quale i clienti hanno fiducia. Certo, anche VW osò presentare una versione elettrica della sua Golf che ebbe il successo che può aspettarsi in un mercato che allora offriva pochissime alternative, ma quando si mise a far sul serio è passata ad una piattaforma nuova di zecca pensata solo per l’elettrico.

Ford invece ha fatto il contrario: dopo un prodotto “nuovo” ha presentato una versione elettrica del suo prodotto di punta, una scelta che dice chiaramente DOVE Ford abbia deciso di ingaggiar battaglia, e cioè negli altri 49 Stati – perché è vero che Ford vende oltre un milione di F-150, ma di questi quasi 800.000 sono venduti negli USA.

Dunque Farley sta cercando di fare come Alessandro Magno, il cui genio militare era in non piccola misura aiutato dalla capacità eccezionale di scegliere il terreno di scontro e sta aspettando Musk fuori della California nella small town America fatta di idraulici, elettricisti e carpentieri, strizzando loro l’occhio con un veicolo da lavoro che può alimentare gli utensili di un cantiere intero per più di un giorno ed ai quali le linee estreme di un Cybertruck potrebbero non piacere affatto.

Sicuramente ha messo in un angolo Dodge o Chevrolet che ancora non hanno neppure annunciato versioni elettriche di Ram o Silverado e mi pare che il suo pensiero sia condiviso da altri costruttori che si sono accorti che seguire la lepre Tesla sul terreno delle vetture completamente nuove sacrificando la lealtà di milioni di consumatori soprattutto in USA e in Europa sia una follia: dopo l’avveniristica i3, BMW ha cambiato idea e ha presentato una versione elettrica della serie 3/4 praticamente identica alla versione termica, preceduta poche settimane fa da Mercedes che ha messo addirittura in gioco il prestigiosissimo badge della sua S-klasse mentre Stellantis ha portato sul mercato le versioni elettriche delle sue compatte 500, Corsa, 208 e 2008, tutte vetture di grandissimo successo, anche se ci si può aspettare da parte loro una certa razionalizzazione.

Diverso può essere il caso di Hyundai o Nissan che, non essendo mai riuscite tuttosommato a costruire un seguito di estimatori fedeli alle loro vetture globali ma poco memorabili, non hanno questo asset da scontare ma nemmeno su cui fare leva.

In tutto questo panorama mancano all’appello (per ragioni diverse) nomi illustri come VW che sembra avere scelto la strada del “tutto nuovo” grazie al quale sta immettendo nuovi modelli a raffica, ma ha sacrificato la franchise della Golf e molti giapponesi (Toyota, Honda e Mazda) le cui strategie sono ancora ignote non si sa perché segrete o perché inesistenti.


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