e-Supply Chain

Torno ancora una volta su un tema che mi è molto caro, quello della Automotive Digital Transformation per approfondire un punto in modo particolare, e cioè quello della Supply Chain.

Un po’ di tempo fa ebbi a sviluppare un rozzo diagramma ove mettevo a confronto per grandi blocchi l’auto elettrica e l’auto termica

È di tutta evidenza che nessuna automobile viene prodotta interamente all’interno di un’unica fabbrica o gruppo. L’industria ha creato in un secolo e passa di Storia una ricchissima ed articolata Filiera fatta di specializzazione ed eccellenze produttive.

Nel corso della ADX tutto l’insieme powertrain + trasmissione + segregazione passa da essere al 99% meccanico ad essere 99% elettrico: questo significa che oltre a dover cambiare tutte le lavorazioni del propulsore (tradizionalmente il cuore del ciclo produttivo, se non altro perché ne è la componente più pesante) bisognerà anche cambiare tutti i fornitori, con tutti i problemi che ne conseguono ad esempio certificazioni di qualità, connessione dei sistemi informativi (perché nel frattempo nessuno fa più magazzino su nulla) e via discorrendo…

Ma prima ancora di avere questi problemi, bisognerà trovarli questi fornitori, bisognerà vincolarli con contratti di fornitura a medio/lungo termine, bisognerà mettere a punto la catena logistica che li collega.

Hyundai blues

Qualche giorno fa ha fatto notizia il fatto che le vendite di Hyundai Kona, dopo un brillante novembre e dicembre abbiano segnato il passo in gennaio e febbraio:

Gli esperti si arrovellano sul problema (anche se non mancano i teorici del complotto anche qui…) senza riuscire a spiegarsene la causa.

Proviamo però a riflettere: la vettura più venduta al mondo è la Toyota Corolla, che l’anno scorso ha venduto 934.348 unità, ed è prodotta nei seguenti stabilimenti:

  1. Indaiatuba, Brazil;
  2. Ontario, Canada;
  3. Guanzhou, China;
  4. Cumana, Venezuela;
  5. Bidadi, India;
  6. Shizuoka, Japan;
  7. Karachi, Pakistan;
  8. Durban, South Africa;
  9. Zhongli, Taiwan;
  10. Chachoengsao, Thailand;
  11. Adapazari, Turkey;
  12. Mississippi, USA.

A fare i conti male, si potrebbe dividere il totale per 12 stabilimenti e 12 mesi, ottenendo circa 6.500 vetture al mese per ogni sito produttivo, di un modello in produzione dal 1966 e del quale sono stati prodotti più di 40 milioni di esemplari, che avrà una una supply chain multi-ridondata e la logistica più collaudata del mondo.

Non è dunque assurdo affermare che produrre 5.200 pezzi al mese di un modello nuovo in un’unico stabilimento sia stato un tour de force eccezionale, assai difficile da ripetere.

C’è speranza?

Certo che c’è.

Al mondo esistono già oggi stabilimenti in grado di produrre quasi un milione di veicoli all’anno: i primi tre appartengono rispettivamente a Volkswagen (Wolfsburg, D), Hyundai (Ulsan, SK) e Tesla (Sparks, NV) (*) ma, tranne l’ultimo, vanno convertiti ad una produzione completamente diversa dalle precedenti, affrontando e risolvendo, oltre al problema degli enormi capitali necessari, anche tutti i problemi di supply chain prima ricordati.

Dunque, un po’ di pazienza e ripetiamo tutti insieme:

Il ritmo della ADX non sarà dettato dalla domanda, ma dalla realtà industriale della produzione


(*) in effetti, come mi fa notare il sempre attento Luca, a Sparks, per ora, non si producono automobili ma solo batterie. Dunque è uno stabilimento tra i più grandi del mondo ma forse non è l’esempio migliore in questo contesto


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