Le nostre vacanze elettriche

Questo post racconta le esperienze della nostra famiglia nel corso delle nostre prime vacanze in elettrico. Non ci troverete commenti sulle meraviglie della Sicilia né i dati di consumo giorno per giorno a cui invece è dedicato quest’altro articolo.

Ho pianificato tutti i percorsi con ABRP che sembra molto prudente: avendo buona parte della famiglia al seguito, non m’è sembrato il caso di crearsi problemi – di conseguenza, sempre meglio un rifornimento in più che correre il rischio di rimanere a secco.


31/7: Pavia-Napoli

Oggi non sono riuscito a fare partire NESSUNA ricarica senza l’intervento dell’assistenza ENEL, per fortuna disponibilissimi e veloci.

Prima ricarica: stazione EVA+ via Kennedy a Sasso Marconi molto ben nascosta, nel parcheggio autobus sotto gli alberi. Lì vicino delizioso bar che fa ottimi pancakes

Sasso Marconi: un po’ nascosto, ma gran colazione

Seconda sosta al Valdichiana Village, dove ci ono due stazioni disposte un po’ a cazzo, devo occupare due stalli, per fortuna non c’è nessun altro.

Nel frattempo, ottime piade alla Piadineria.

La terza sosta la facciamo all’Hotel le Rose ad Anagni, urfido ricettacolo di camionisti il cui unico pregio è la vicinanza all’autostrada, potrebbe tranquillamente essere una destinazione di Chef Rubio nelle sue escursioni alimentari/camionistiche.

Solo per miracolo riesco ad incunearmi tra un camion sloveno e uno francese per accedere a una delle prese.

Hotel Le Rose: così non va!

Le altre sono completamente inaccessibili; ho segnalato la cosa sia ad ENEL che alla gestione dell’hotel (che campa di camionisti, dunque se ne frega)

  • percorrenza: 850 km
  • consumo: 129 kWh (6,6 k/k)
  • spesa totale: €57
  • spesa presunta a gasolio: €98

Questa tappa rappresenta la situazione meno favorevole: tutta a velocità autostradali, acquistando tutta l’energia al prezzo massimo possibile, ma ciononostante, ho speso poco più della metà di quanto avrei speso prima.


1-3/8: Procida

L’isola si gira meglio a piedi o con le onnipresenti bici a pedalata assistita, dunque l’auto è rimasta in garage.


4/8: Napoli – Bagnara Calabra

Prima sosta – la facciamo subito allo sbarco del traghetto, nella tecnicamente ineccepibile ma del tutto inospitale area di servizio ENEL-X situata al porto di Napoli.

Napoli, porto

In effetti nelle ore notturne una simile localizzazione così vicina al porto potrebbe destare qualche preoccupazione, ma noi siamo in pieno giorno e per di più godiamo della compagnia di un carabiniere in pensione incuriosito dal mezzo elettrico.

La seconda sosta la facciamo a Lagonegro in una officina che inizialmente ha anch’essa un aspetto assi poco ospitale, ma che nasconde dietro una panchina all’ombra di un enorme albero che si rivela fresca e ventilata nonostante la giornata torrida.

L’autostrada delle Calabrie si dimostra insidiosa per le vetture elettriche: i numerosi saliscendi, il (quasi) pieno carico (tre adulti + bagagli), l’aria condizionata ed il poco traffico fanno sì che la media di consumo soprattutto nell’ultima parte scenda fino a 5.5 – 5.2 k/k.

Ho deciso di non caricare mai oltre l’80% in DC, sia per abbreviare le soste che per non stressare la batteria, il che comporta qualche sosta in più; secondo i piani la carica dovrebbe bastare ad arrivare alla terza tappa di Bagnara Calabra dove abbiamo prenotato una stanza nel B&B dove è installato il caricatore; purtroppo all’arrivo non lo vediamo e procediamo verso il paese che è solo a 6 km dall’autostrada, ma in ripida discesa. Resici conto dell’errore torniamo indietro ma a quel punto abbiamo meno di 20km di autonomia e la salita da gran premio della montagna ci fa arrivare con la batteria in rosso e l’aria condizionata spenta. Whew!!

  • percorrenza: 478 km
  • consumo: 84 kWh (5,7 k/k)
  • spesa totale: €60
  • spesa presunta a gasolio: €70-75

5-6/8: Bagnara Calabra – Catania

Passato lo Stretto ci avviamo verso Catania, dove progettiamo di fermarci per qualche giorno; in zona le Fast non mancano, ma potremo comunque caricare di notte nel fantastico Agriturismo Alcalà, che conoscevamo indirettamente perché ci fornisce da quasi vent’anni tutti gli inverni le arance.

A Catania si gira la città ma si fa anche una bellissima gita sull’Etna ed arriviamo in auto fino al Rifugio Sapienza (m. 1910 slm).

Vulcanikona

Prima di partire, ricarico presso l’inospitale (ma è una costante, ahimé) stazione presso l’Ikea di Catania.

  • percorrenza: 489 km
  • consumo: 83,7kWh (5,84 k/k)
  • spesa totale: €30,49
  • spesa presunta a gasolio: €65

7-9/8: Noto

Ci trasferiamo da amici che ci ospitano nella loro villa nel cuore del Barocco siciliano. Oltre a spiagge bianchissime e (relativamente) poco frequentate, facciamo un giro per le capitali del Barocco: Noto, Ragusa Ibla, Scicli e Modica – tutte bellissime, ma Scicli è un gradino sopra le altre.

Percorso montuoso ma velocità basse per gli assurdi limiti imposti sulle superstrade siciliane (che per la verità ignorano quasi tutti).

Ricariche manco parlarne, anche perché gli amici che ci ospitano si trovano in una località davvero fuori mano; non resta che scroccargli anche un po’ di energia elettrica grazie ad un pratico adattatore autocostruito.

Adattatore autocostruito dall’amico Pierluigi, esperto camperista
  • percorrenza: 387 km
  • consumo: 42,9kWh (6,09 k/k)
  • spesa totale: €0
  • spesa presunta a gasolio: €55

10-23/8: Portopalo di Menfi

Dopo una sosta (per la verità non strettamente necessaria) a Enna, dove facciamo il pieno, arriviamo nella parte più stanziale della nostra vacanza: faremo base a Portopalo con destinazione nelle numerose attrazioni di questa zona: Agrigento, Selinunte, Mazara del Vallo, Mozia,…

L’area di servizio di Enna vince il premio per l’area meno ospitale finora visitata: sarà il caldo (37°C) sarà la disposizione (ci sono alberi, ma se vogliamo collegare l’auto, dobbiamo lasciarla al sole), sarà l’assoluta assenza di ogni forma di servizio nei dintorni costituiti da orribili palazzoni di architettura sovietica, fatto sta che non ci resta che rintanarci in auto con l’aria condizionata accesa e fare un pisolino prima di sbafarci, quale meritata ricompensa, la terza granita della giornata.

Sopravvivere al caldo torrido: prova con una termica, se ci riesci!

Al di sotto della spezzata Catania-Enna-Palermo non esistono caricatori Fast, forse perché il traffico lungo la SS115 costiera sud-occidentale è talmente rallentato da percorsi tortuosi e limiti di velocità ridicoli che per andare da Noto ad Agrigento ci mettiamo di meno facendo il giro Siracusa – Catania – Enna, nonostante gli oltre 70 km in più.


Facendo base a Portopalo sono numerose le gite nei dintorni: Selinunte, Segesta, Mozia, Corleone, Agrigento, persino Palermo, un po’ più lontana ma sede della Fast più vicina.

In mancanza, approfittando delle giornate in spiaggia (3 minuti 3 a piedi) ci serviamo della ricarica domestica che la padrona di Casa del Melograno (un biscotto a chi indovina la ragione del nome) ha predisposto su nostro suggerimento; per la verità sarebbero sparse in giro un po’ di pole da 7kW che però non servono a nulla dato che non ho voglia di farmi a piedi i 3+3 km da Casa del Melograno al supermercato SISA di Buscemi Antonio.

15 metri di cavo di buona qualità e voilà! problema risolto
  • percorrenza: 1.926 km
  • consumo: 235,33 kWh (8,2 k/k)
  • spesa totale: €33,83
  • spesa presunta a gasolio: €271

24-25/8: Pettineo

Per l’ultima tappa prima del rientro, ci fermiamo nel meraviglioso agriturismo di proprietà dei miei cugini, situato a qualche kilometro nell’entroterra di Tusa.

Chi stesse cercando una sosta in un luogo ricchissimo di storia dove può godere dell’ospitalità leggendaria della mia famiglia è avvisato. Si tratta di un edificio seicentesco nato come residenza nobiliare e via via adattato nei secoli a postazione militare fortificata e frantoio: tra le antiche mura si trovano tracce di tutte queste vite successive, perfettamente armonizzate con l’attuale uso turistico ed agricolo.

Non abbiamo grandi programmi di gite se non la vicinissima Santo Stefano di Camastra e gli ultimi bagni.

Per quanto riguarda le ricariche, ci si arrangia con la classica presa 16A; nel corso della breve sosta, ho fatto adeguata opera promozionale per convincere i cugini a trasformare Casa Migliaca anche in una destinazione elettrica, dotandola di stazione di ricarica a 7kW: sarebbe un passo perfettamente in linea con la filosofia di turismo sostenibile e consapevole inaugurata dai loro genitori e che loro continuano.

  • percorrenza: 444 km
  • consumo: 58,24 kWh (7,62 k/k)
  • spesa totale: €0
  • spesa presunta a gasolio: €63

26-27/8: rientro

Non senza rimpianto il 26 mattina ci avviamo per il lungo viaggio di rientro, ma nonostante siamo riusciti a caricare solo fino all’89%, la prima fermata, a Messina, è di carattere culinario, dato che è obbligatorio assaggiare la granita al Bar Progresso (su consiglio dell’amico Renato) che si rivela perfettamente all’altezza delle aspettative.

Attraversato lo Stretto però ci fermiamo subito alla nota stazione di Bagnara Calabra; anche per il viaggio di rientro rispetterò il massimo dell’80% nella carica CC (cui ho colpevolmente derogato un paio di volte in Sicilia per ovviare alla povertà dell’infrastruttura).

Lupo ululì, ma caricatore ululà

Per la seconda sosta, scegliamo la desolata stazione di Lauria: è ormai buio e la totale assenza di qualsiasi forma di vita nelle vicinanze non rassicura; avremmo in programma di arrivare fino a Fisciano, ma sembra un peccato non fermarsi a comprare qualche buona mozzarella di Battipaglia, dunque ci fermiamo a dormire in un B&B a fianco dell’autostrada.

Ancora una volta la Salerno-Reggio Calabria si rivela poco ospitale per la mobilità elettrica: chissà come, risulta in salita… in entrambe le direzioni e il consumo non arriva a 6 k/k.

A Battipaglia conosciamo Antonio, il proprietario del B&B: lui è molto cordiale e il suo B&B è un modello di pulizia oltre ad avere un grande parcheggio dove un caricatore ci starebbe come il cacio sui maccheroni, ma quando ne parliamo al mattino scopro che ha rifiutato la proposta di ENEL perché… non gli avrebbero pagato nulla di affitto! Mi lancio in una appassionata spiegazione dei vantaggi che ne deriverebbero al tasso di occupazione della struttura dove ha investito i suoi risparmi; chissà se l’ho convinto.

Al mattino ci fermiamo alla stazione di Fisciano: il caricatore è geolocalizzato male (via Mariscoli anziché via Caccioppoli) e fatichiamo un po’ a trovarlo; seguono due soste in altrettanti outlet (Valmontone e Valdichiana) che hanno il non trascurabile merito di offrire bagni e sussistenza.

Non abbiamo voglia di fermarci a dormire un’altra notte, dunque si decide di tirare dritto verso casa andando alla massima velocità consentita dai limiti dopo un’ultima sosta alla stazione di San Vito di Spilamberto (Modena): a vedere la mappa, sembrava un paesino dove ci potesse essere una trattoria nelle vicinanze, ma il caricatore risulta installato in una tremenda zona industriale, dunque si digiuna e si carica il minimo indispensabile per arrivare a casa, dove giungiamo poco dopo la mezzanotte.

  • percorrenza: 1.439 km
  • consumo: 259,28 kWh (5,55 k/k)
  • spesa totale: €107,03
  • spesa presunta a gasolio: €203

Tirando le somme…

  • percorrenza: 5.902 km
  • consumo: 882,05 kWh (6,69 k/k)
  • spesa totale: €262,10
  • spesa presunta a gasolio: €807

Le ricariche diurne hanno rappresentato circa il 56% del totale ed hanno richiesto circa 11 ore di attesa totale, ripartite nei vari giorni; com’è ovvio, la gran parte delle soste (9 su 13) è stata necessaria nel corso dei due mega-trasferimenti nord-sud e viceversa, mentre nel corso della vacanza vera e propria solo occasionalmente ho avuto bisogno di fermarmi.

Data# sosteDurata totalekWh totali
31/732:01:0491,00
4/821:33:40107,00
6/811:25:0044,50
10/811:23:0043:65
26/821:28:3666,82
27/843:17:06147,23
TOTALE1311:08:26500,20

Il viaggio di andata e ritorno ha richiesto dunque circa 2,900 km a cui ne abbiamo aggiunti altri 3.000 di escursioni in Sicilia, come testimonia la mia Google Maps history:

Le nostre tappe sicule

Non abbiamo dovuto impiegare alcuna cautela particolare, se non la pianificazione delle tappe nei viaggi “di trasferimento” tra nord e sud.

Tra le lezioni che ci portiamo via:

  • gli adattatori servono sempre, dunque meglio farseli di buona qualità e portarseli da casa per stare tranquilli;
  • la regola dell’80% non solo protegge la batteria, ma abbrevia il tempo di transito. Facendo una simulazione con cariche al 100% sarebbe risultata circa un’ora in più di viaggio;
  • ho usato tredici volte le stazioni ENEL X che ho trovato sempre in perfetta efficienza, però solo tre volte sono riuscito a far partire la ricarica da app, mentre tutte le altre è dovuto intervenire il Call Center cui – d’altra parte – vanno i miei sinceri complimenti per pazienza, efficienza e cortesia; invece la app – sia detto senza polemica – potrebbe essere MOLTO migliore; totale, la tessera ENEL X vale i 16 euro di spesa, perciò ora la richiedo;
  • mi rendo conto che non sempre si possa scegliere la posizione ma stazioni come Enna, Lauria o San Vito di Spilamberto sono proprio da dimenticare;
  • il navigatore della Kona è grossolanamente incompleto e non aggiornato e la funzione di ricerca delle stazioni di ricarica del tutto inutile; devo fare un po’ di pratica con Android Auto per capire se almeno le indicazioni di Google Maps o Waze sono proiettate sul tablet dell’auto. Nemmeno da pensare usare ABRP o altri navigatori a meno di jailbreak difficili e rischiosi;
  • viaggiando col baule (troppo piccolo) pieno, mi sono ricreduto sull’utilità di avere i cavi di ricarica nel frunk (che la Kona non ha);
  • all’amico camionista che a Orte scambia la mia distanza di sicurezza per un’occasione per superare un suo collega; all’amico camionista che ci mette 7 kilometri per superarne un altro su un tratto in salita a due corsie; all’amico con la Mini che intorno a Salerno continua a fare zig-zag mandando ai matti il dispositivo che tiene automaticamente la distanza di sicurezza dal veicolo che precede: perché non ve ne andate all’inferno?

Se mai ce ne fosse stato bisogno, comunque, abbiamo dimostrato che:


5 risposte a "Le nostre vacanze elettriche"

  1. Leggendo questo gustosissimo racconto scopro che sei stato in vacanza a porto Palo dove andava sempre mio suocero, originario di Menfi. Ci devo proprio ritornare in elettrico!

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  2. Bellissimo resoconto e, beato te che hai fatto un mese intero.
    Io devo dire che con Tesla (ricariche gratis) ho avuto meno sbattimenti. Sia perché mi sono fermato in Calabria, Siderno, sia perché i Supercharger sono dislocati abbastanza bene sulla direttrice Nord Sud. In ogni caso questo è l’ennesimo post che dimostra che fare viaggi lunghi in elettrico è fattibilissimo.

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      1. In effetti l’ultimo è a Palmi, 60KM a nord di Reggio Calabria.
        So che entro il 2020 ne apriranno una dozzina al sud tra Sicilia, Calabria, Puglia.
        In effetti Tesla con la rete dei SC ci ha davvero viziati.

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