The rise of automotive software

Ieri ho raccontato in modo “leggero” l’esperienza fatta scambiando il veicolo elettrico a cui sono abituato con un altro dalle caratteristiche significativamente diverse.

L’articolo mi serviva in realtà quale antefatto ad uno un po’ più serio (questo) che parla di un fenomeno cui ho già fatto cenno precedentemente parlando della Automotive Digital Transformation e cioè cosa sta succedendo nel mondo del software automotive.

Nella situazione che ho vissuto settimana scorsa, la disponibilità di un software che riuscisse a predire in modo accurato la mia autonomia in tempo reale si è dimostrato fondamentale per l’utilizzo del veicolo stesso: purtroppo il software di bordo nativo della Nissan Leaf non è assolutamente in grado di far questo (come non lo è il software di bordo della Hyundai Kona) e mi sono rivolto a Power Cruise Control di Leonardo Spacone.

Un altro esempio? alzi la mano chi è soddisfatto del navigatore che trova installato sul proprio veicolo…

Un altro esempio ancora? Quanti dei miei lettori usano il music player nativo della propria auto e quanti invece usano iTunes o Spotify o un qualsiasi altro music player sul proprio telefono?

Questa è una situazione comunissima nell’informatica: il software “standard” (ad es. il programma di posta elettronica) distribuito gratuitamente con il computer, spesso non è in grado di competere con software specializzati prodotti da terze parti, con il risultato che moltissimi utenti preferiscono installare a bordo del proprio computer un software più adatto alle proprie esigenze.

Questo fino a ieri non era possibile nell’automobile, prodotto eminentemente analogico senza punti di accesso alle informazioni: oggi con un dongle OBDII collegato in bluetooth al mio telefono, sono in grado di bypassare completamente il sistema di monitoraggio / infotainment / navigazione della Casa in favore di una soluzione più performante.

Android Auto e Apple Car sono soluzioni ponte estremamente insoddisfacenti dal punto di vista delle funzionalità, ma l’aftermarket non ci ha messo molto a inventarsi prodotti come quello di Phoenix Technologies che vorrei installare(*) sulla mia Kona:

Si tratta di una Head Unit che sostituisce quella originale con la quale è perfettamente compatibile dal punto di vista fisico, ma che mette a disposizione un tablet Android v8 Oreo nativo, col risultato di poter utilizzare dallo schermo dell’auto Google Maps, Waze, PCC o qualsiasi altra applicazione mi possa risultare utile, andando a pescare nell’immenso ecosistema Android.

Negli anni ’70 successe lo stesso nel settore audio: le auto erano fornite di serie con radio di scarsa qualità, prodotte dalle stesse ditte che poi mettevano sul mercato prodotti fisicamente compatibili ma con prestazioni molto superiori al punto che le dimensioni fisiche dell’alloggiamento vennero standardizzate per permettere a ciascuno di scegliere il prodotto che preferiva.

Ai nostri giorni però la radio si è smaterializzata e non è altro che un programma che gira, ad esempio, sul nostro telefono; l’equivalente della slot DIN standard (50x180mm) non è altro che un vero e proprio Sistema Operativo (il CarOS di cui ho parlato nel mio articolo precedente), che potrà accogliere i programmi scritti da sviluppatori capaci e svelti come il mio amico Leonardo.

Se l’auto elettrica ormai è il presente, l’auto digitale è il futuro prossimo.

Welcome !


(*) Naturalmente prima dovrò verificare che a) questa sostituzione non invalidi la garanzia e che b) vengano mantenute le funzioni specifiche di controllo tipiche della EV.


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