Pellegrini e i “poveri consumatori”

Ogni mese leggo con interesse l’editoriale che Gian Luca Pellegrini rilancia su LinkedIn. Qualche volta mi capita di essere in disaccordo, e allora glielo segnalo.

So benissimo che si tratta di segnalazioni che lasciano il tempo che trovano (lui è il Direttore di Quattoruote, e io… no) ma le faccio con spirito di servizio: se il Direttore Pellegrini non le apprezzasse, non posterebbe su Linkedin, dunque sono certo che i commenti che riceve gli sono graditi e, forse, anche utili.

Qualche giorno fa la storia si è ripetuta con questo scambio:

Il senso del mio disaccordo è – credo – chiaro: la difesa dei “poveri consumatori” mi sembra una foglia di fico dietro alla quale nascondere la difesa degli interessi della parte del mondo automotive più ancorata alla tradizione. Ma Pellegrini non è d’accordo, anzi: con un fare un po’ sussiegoso mi invita a “studiare la materia” cioè il sostanzioso corpus di editoriali da lui firmati su Quattroruote.

Se il tono mi ha fatto saltare la mosca al naso, l’osservazione non è priva di fondamento, e dato che nulla irrita un ingegnere più che l’accusa di non essere adeguatamente preparato su ciò di cui sta parlando, domenica ho deciso di colmare la lacuna, studiando il verbum Pellegrini.

Per farlo ho:

  1. acquistato una settimana di accesso all’Archivio di Quattroruote (€3,00)
  2. estratto tutti gli articoli a firma di Gian Luca Pellegrini (oltre 400)
  3. letto, tra questi, tutti gli Editoriali

Subito una conferma: il Direttore Pellegrini ha effettivamente firmato da Giugno 2014 (data di assunzione dell’incarico) ad oggi ben 83 Editoriali, uno per ogni numero.

Subito dopo, un’altra conferma, ma di senso opposto: in questi ottantatré Editoriali, sapete quante volte il Direttore Pellegrini ha criticato la tendenza delle Case automobilistiche a spingere gli acquirenti verso il prodotto SUV, più grande, più costoso e che consuma di più?

ESATTAMENTE ZERO

Proprio così: mai, nemmeno una volta, never, jamais, noch nie, никогда, nunca.

Ma già che c’ero non solo ho letto gli ottantatré editoriali, ma li ho anche classificati in base all’argomento, ottenendo questo bel grafico che trovo molto espressivo

Per quanto soggettiva possa essere la mia classificazione, vorrei sottolineare come in molti articoli finiti nella “fetta” gialla l’argomento sia sì il rapporto tra auto e politica, ma in particolare l’assurda (secondo lui) attenzione che la politica riserva alle motorizzazioni non termiche con incentivi e facilitazioni.

Lo stesso vale per la fetta “Mondo auto” della quale protagonista non infrequente è Elon Musk di Tesla, invariabilmente dipinto come un venditore di sogni o un gigante dai piedi di argilla presumibilmente in procinto di crollare.

Insomma, su 83 editoriali ben 11 sono dedicati a vituperare la transizione all’elettrico! Per lui dev’essere quasi una sacra missione, una crociata: da quando riveste questo ruolo ha infatti scritto più spesso contro le elettriche che per raccontarci di innovazione nel settore automobilistico!

E i “poveri consumatori” ?

Pellegrini se ne ricorda solo quando, a nome loro, critica il Governo perché intraprende qualche misura sgradita alle Case automobilistiche oppure quando, parlando degli scandali emissivi, mette in guardia le Case contro la disaffezione e la perdita di credibilità nei confronti del pubblico

La mia impressione era insomma perfettamente corretta e chi ha a cuore gli interessi dei consumatori può tranquillamente ignorare il (non tanto) velato invito del Direttore Pellegrini a leggere Quattroruote.

Post-Scriptum

Nel paio di giorni successivi, vi sono stati altri scambi tra me e Pellegrini

Alla fine, non ho alcun interesse a litigare con il Direttore Pellegrini per il gusto di farlo: vorrei semplicemente che vedesse le cose un po’ di più dal punto di vista di chi si occupa di elettromobilità.

Lo sa anche lui che si finirà lì, perché incaponirsi in una battaglia di retroguardia destinata alla sconfitta?


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