Ma quanto mi costi?

Scrivo questo post per registrare una volta per tutte le fonti che utilizzo(*), cercando di partire da dati certi per cercare di capire quanto spendano gli Italiani per acquistare ed utilizzare le automobili:

Inoltre sappiamo che questo parco circolante percorre ogni anno:

La transizione all’elettrico

Tralasciamo per un istante il costo di Acquisto: ora è nettamente più alto, ma nel medio-lungo termine non potrà che adeguarsi ai valori sopportabili dal mercato, discostandosi assai poco dagli attuali se non in funzione della dinamica congiunturale: contrariamente al servizio di telefonia mobile, che prima non esisteva affatto, la mobilità elettrica semplicemente sostituisce quella tradizionale, acquisendone il relativo “budget” di spesa.

Volendo immaginare quanto si risparmia sul resto (il costo di esercizio) con una vettura elettrica, bisogna considerare che esso si riduce alle voci Carburanti (414G km : 6 km/kWh * €0,35 = €24G ovvero -52%), Assicurazione (-30%) e Manutenzione (-50%)  Trattandosi di misure di incentivazione (temporanee) non abbiamo invece conto di riduzioni nel costo dei posteggi o della tassa di possesso. Facendo le somme ci si accorge che il costo di esercizio cala di quasi 50 miliardi anno, ovvero circa 12 centesimi al kilometro.

Dunque il singolo automobilista risparmierebbe, in funzione della propria percorrenza annua:

  • 10.000 km/anno = -€1.181
  • 20.000 km/anno = -€2.362
  • 30.000 km/anno = -€3.543
  • 40.000 km/anno = -€4.725
  • 50.000 km/anno = -€5.906

Moltiplicando il risparmio per il numero di anni di possesso si può valutare la convenienza o meno in termini strettamente economici della transizione elettrica; ad esempio, una persona che faccia 25.000 km all’anno deve tenere l’auto per poco più di 5 anni per assorbire un differenziale di €15.000 nel costo di ammortamento (prezzo di acquisto – valore dell’usato).

La transizione all’autonomo

Ancor più difficile è la stima quando inseriamo nel quadro il tema della guida autonoma; queste stime vanno dunque prese con molle ancor più lunghe.

Le tre voci che potrebbero essere impattate dalla disponibilità di una affidabile guida autonoma di Livello 5 (che secondo gli esperti dovrebbe essere ampiamente raggiungibile nell’arco di tempo di cui stiamo parlando, ovvero 50-60 anni) dovrebbero essere:

  • Manutenzione – per la pressoché inesistente incidentalità (stima: -60%)
  • Assicurazione – perché un’auto a guida autonoma non può distrarsi, non può violare il codice della strada, non puà andare troppo veloce in relazione allo stato del fondo stradale, non può avere un colpo di sonno. Non si può parlare di rischio zero, ma… (stima: -65%)
  • Carburanti – perché una guida ottimizzata in funzione di temperature, pendenze e traffico può ridurre i consumi di carburante (stima: -15%)

Infografica costi.002

Conclusioni

A trasformazione avvenuta, dunque possiamo stimare una contrazione del comparto pari a 70 miliardi l’anno (circa il 47%); i rimanenti 80 inoltre saranno in capo ad aziende del tutto diverse da quelle attuali: ad esempio, i 20 miliardi di carburante elettrico molto probabilmente saranno venduti da aziende diverse da quelle che vendono i carburanti fossili; le componenti delle auto elettriche proverranno da fornitori molto diversi da quellic he forniscono i componenti delle auto termiche, e così via,


(*) dal che si desume che questo post sarà in continua evoluzione


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