Vendite auto elettriche: nessun calo, anzi…

Qualche settimana fa ho illustrato perché ritengo che i produttori di automobili non faranno marcia indietro sulla transizione all’elettrico.

Oggi, approfittando dell’uscita dello studio di Wood Mackenzie (*) che prevede un calo delle vendite mondiale del 43% per le auto elettriche (per i non anglofoni, mi segnalano che ne dà conto ANSA qui) vorrei illustrare le tre ragioni “demand-side” per le quali a mio modestissimo parere Woodmac ha torto, almeno per quanto riguarda l’Italia.

Ragione 1: premium price

Quante volte ci siamo lamentati del fatto che le auto elettriche siano ancora troppo care? Ebbene, è la pura verità: una Hyundai Kona endotermica può essere acquistata a partire da 19.000 euro, ma ce ne vogliono più del doppio per la versione elettrica più economica.

Questo significa che chi la compra evidentemente può permettersi di assorbire questa differenza, sapendo che risparmierà sui costi di gestione: si tratta in altre parole di un acquirente molto meno price-sensitive dell’acquirente medio di un’auto a combustione interna.

Ragione 2: supply-constrained

Chi ordina una vettura elettrica sa che deve prepararsi ad una attesa molto lunga: quando a novembre cercai di acquistare la nostra seconda EV approfittando del generoso incentivo messo in campo da Regione Lombardia, dovetti rinunciare perché non riuscii a trovare nessun concessionario che mi garantisse la consegna di una Volkswagen e-Up! entro i sei mesi previsti dal bando.

La ragione di questi lunghissimi tempi di attesa è ovviamente solo una, e cioè che – contrariamente a quanto avviene per i modelli endotermici – la domanda è nettamente superiore alla capacità produttiva attualmente disponibile. Ovviamente le Case non stanno certo a dormire e si stanno già muovendo per affiancare alle linee di produzione esistenti altri stabilimenti ma, vista l’enorme differenza nella componentistica, non sono certo trasformazioni veloci.

Una contrazione della domanda avrà perciò effetti molto parziali sulle immatricolazioni, dato che prima andrà a ridurrà il backlog produttivo.

Ragione 3: vedere l’Himalaya

Lockdown e calo inquinamento, l'Himalaya si vede a 200 km di distanza

Qualche giorno fa su mio blog personale ho messo in dubbio l’autenticità della foto dello skyline di Milano visto da Bergamo Alta; probabilmente mi sono sbagliato, dato che diversi lettori mi hanno confermato che il panorama è proprio quello. Ho perciò deciso di usare una immagine che viene un po’ più da lontano ma esprime lo stesso concetto.

Abbiamo visto l’aria pulita.

Finora ci eravamo abituati a non vedere l’Himalaya, ma ora che l’abbiamo visto, secondo me non lo vorremo perdere più, e credo che saranno in molti a fare proprio lo slogano coniato- credo – dal mio amico Camillo Piazza:

“Chi può, deve!”

Conclusione

La conclusione è semplice: nei primi due mesi di quest’anno le immatricolazioni di elettriche in Italia crescevano al ritmo del 200% anno su anno; i fattori negativi ovviamente si sentiranno ma ritengo che la previsione che avevo azzardato a fine 2019 (19.500 immatricolazioni, cioè 100% di crescita rispetto al 2019) sia ancora del tutto raggiungibile.

P.S. Dino, preparati…


(*) ammetto che non l’ho letto in dettaglio perché non posso permettermi di spendere 860 euro per acquistare uno studio con il quale sono in disaccordo; se qualche anima gentile me lo regala, prometto di studiarmelo per benino.


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