Incentivi, gioie e dolori

Una delle molte ragioni per le quali sono contrario a qualsiasi forma di incentivo è proprio quella che mi spinge a scrivere queste righe.

Dopo aver furiosamente lavorato perché le automobili endotermiche rientrassero nel programma di incentivi al settore auto, le Case adesso piagnucolano perché l’ammontare degli incentivi era troppo basso ed è già terminato.

Scatenatissimi, gli uffici stampa hanno bombardato tutte le testate giornalistiche che, senza starci troppo a pensare hanno ripreso le veline con articoli che sembrano l’uno la fotocopia dell’altro:

  1. gli incentivi sulle termiche sono già finiti
  2. perché erano troppo sbilanciati sulle elettriche
  3. che i consumatori non vogliono
  4. perché costano troppo

Rispondere coi dati

Personalmente ribadisco che non sarebbero mai dovuti nemmeno iniziare, ma in ogni caso sarebbe ridicolo che un qualsiasi programma di stimolo alla domanda non tenesse conto degli obiettivi europei fissati dalla delibera dell’Aprile 2018 in termini di emissioni medie.

In realtà, fino a fine 2019 dagli obiettivi fissati l’Italia si stava allontanando anziché avvicinarsi: la media delle emissioni pesata sulle immatricolazioni stava infatti aumentando anziché diminuire:

Fonte: UNRAE

è solo la brusca frenata delle vetture endotermiche unita all’ulteriore accelerazione delle elettrificate che ha riportato quest’anno l’emissione media ponderata in linea con gli obiettivi UE. E’ pertanto logico e auspicabile che le misure di stimolo alla domanda indichino con chiarezza ai produttori che la strada da intraprendere sia quella, anche per rispondere alla domanda che, sempre più forte, proviene dal mercato: negli stessi otto mesi massacrati dal Covid, le motorizzazioni tradizionali hanno venduto oltre mezzo milione di vetture IN MENO, mentre le elettrificate ne hanno vendute 38.000 IN PIÙ

Quanto al costo elevato, l’affermazione è vera se si considera unicamente il prezzo di listino; tenendo conto invece del costo di utilizzo totale, la parità è già stata raggiunta e superata almeno per coloro che possono caricare a casa propria la sera e percorrono almeno 15.000 km/anno.

Per gli utenti aziendali invece – che anziché acquistare le vetture, usano il noleggio a lungo termine – il costo di acquisizione è già pari, mentre il costo di esercizio può beneficiare dei minori costi dell’energia elettrica per le aziende, con un beneficio complessivo che, a seconda dello scenario, oscilla tra il 20% ed il 40% del totale.

È vero, non stiamo parlando di TUTTI gli utenti, ma è nella natura di ogni innovazione tecnologica di diffondersi partendo dalle fasce più alte, per poi diffondersi al resto del mercato.

Ovviamente a tutti queste considerazioni un po’ da ragioniere potremmo affiancare quelle legate alla sostenibilità e tutela dell’ambiente, ma forse queste non sono condivise da tutti…


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